Fondazione CS MARE e BIC promuovono la digitalizzazione dei trasporti

Padova, 7 marzo 2018 – Le potenzialità di miglioramento dei processi di tutta la filiera logistica, in termini di efficacia forse ancor più che di sola efficienza, sono tutt’altro che argomento da fantascienza.

Proprio la volontà di dare massima concretezza al messaggio di opportunità per il settore ha portato Fondazione CS MARE e BIC (tramite la sua associata italiana CISCo) a organizzare il convegno “Digitalizzazione dei trasporti 
e smaterializzazione documentale – l’innovazione tecnologica nei trasporti e nelle infrastrutture”.

L’evento, che rientra nell’ambito del progetto CEF STM (Sea Traffic Management) promosso dalla Fondazione, è inserito nella più ampia cornice del Green Logistics Expo di Padova, Salone Internazionale della Logistica Sostenibile che da tempo coinvolge tutte le aziende che operano nella logistica, offrendo giusta visibilità e giusto valore ad un settore decisivo per l’economia del paese, oggi e ancor più in futuro.

E proprio al futuro è orientata la visione prospettica di Fondazione CS MARE sul tema, illustrata dalla Presidente Evelin Zubin, a vantaggio di tutte quelle imprese che beneficiano dei servizi logistici e che sono le prime ad apprezzare i benefici della digitalizzazione, strumento estremamente potente in grado di creare valore per l’impresa.

“A nostro avviso, il mondo della logistica presenta oggi tutti i presupposti per premere sull’acceleratore del Digitale cogliendo quelle opportunità che l’evoluzione tanto tecnologica quanto normativa ormai da qualche tempo stanno creando”, ha dichiarato Evelin Zubin. “Declinare il digitale nell’ambito dei processi logistici è un’esigenza che si avverte da tempo e oggi forse come mai prima d’ora le condizioni a contorno sono tali da rendere davvero attuale il tema. A guidare quest’evoluzione, non solo i grandi operatori logistici, ma anche realtà dalla grande capacità aggregante, capaci di creare sinergie tra attori anche piccoli e di fare uso ottimale dei giusti catalizzatori”.

Realtà come la Fondazione CS MARE, che ha presentato al convegno un’attenta analisi del settore marittimo e del global trade con un orizzonte di trent’anni da oggi, sottolineando come la condivisione coerente delle informazioni, più che dei dati, sia essenziale per tradurre in opportunità il cambiamento che sta caratterizzando l’evoluzione dell’intera catena logistica, sempre più interconnessa, estesa all’hinterland e basata su piattaforme di ‘data sharing’.

Approccio già tradotto in realtà oggi da attori di primo piano come BIC e CISCo, che con l’intervento del Presidente Giordano Bruno Guerrini hanno presentato importanti esempi concreti d’innovazione applicata al settore del trasporto containerizzato.

Ad esempio il BIC Pilot, che insistendo su un punto critico come la localizzazione dei container in maniera standardizzata e interoperabile, sta già aggiornando, migliorando e mantenendo un registro unico dei codici dei depositi lungo tutto il Corridoio Scan-Med, con vantaggi che saranno apprezzabili tanto dagli operatori quanto dalle autorità e dagli utenti finali. È anche il caso di Boxtech, lanciato nel 2016 da BIC in linea con i requisiti IMO per permettere a tutti gli operatori di scambiare dati tecnici e di proprietà dei singoli contenitori in maniera uniformata, Smart, sicura, integrata con Amazon e liberamente consultabile online, incrementando drasticamente la trasparenza, il carico documentale e i costi di gestione delle flotte container globali.

In chiusura del convegno, oltre ad Autostrade Tech, è intervenuta anche Autamarocchi, una delle più innovative imprese di autotrasporto che ha messo sul tavolo tutte le buone pratiche e le soluzioni innovative messe in campo in questi anni per migliorare il proprio business, ma anche tutte le problematiche proprie di un pioniere che opera in un contesto in cui il cambiamento alla giusta velocità non è da dare per scontato.

Proprio Autamarocchi, ricordando possibilità ambiziose ma concrete come il truck platooning e il decreto Smart Road ha sottolineato quanto ci sia bisogno di progetti innovativi come quelli illustrati da Fondazione CS MARE e BIC per trarre appieno i benefici di sistemi unificati di scambio d’informazioni.

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